Il lavoro prima di tutto

lavoro-2

Il lavoro prima di tutto

By

Martedì 19 maggio alle 20,45 Circolo “Nuova Europa”
in via Oberdan 9

Parleremo degli effetti della crisi nel faentino e dell’assenza di interventi per farvi fronte, della necessità di partire dai bisogni delle persone per avviare un’altra idea di sviluppo, delle proposte de “L’Altra Faenza” a sostegno del sistema produttivo, dei lavoratori, dei giovani e dei precari con on. Giovanni Paglia deputato di Sinistra Ecologia Libertà (SEL) avv. Piergiovanni Alleva giurista, docente, consigliere regionale di L’Altra Emilia Romagna.
Dalla fine del 2008 il faentino ha perso un quinto dei posti di lavoro, più di 1.700. A questi si aggiungono centinaia di lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione e con i contratti di solidarietà. Altre centinaia di persone, in particolare giovani – precari, stagionali, partite Iva e altre ancora – subiscono gli effetti della crisi, ma non figurano nelle statistiche perché escluse da ogni forma di integrazione al reddito.
La retorica e gli slogan del Governo Renzi non cambiano questa realtà: il Jobs Act che taglia i diritti nel lavoro, lo Sblocca Italia con l’uso indiscriminato del territorio, la Buona scuola senza investimenti per gli insegnati precari e per il diritto allo studio, il Patto di stabilità e il Documento di Economia e Finanza con il taglio alla spesa sociale e ai trasferimenti agli Enti locali, vanno esattamente in direzione opposta.
Nuove occasioni di lavoro e di buona occupazione si creano solo se riparte un’altra idea di sviluppo.
Per questo ci battiamo contro le politiche del Governo nazionale, che non ha una vera politica industriale e non contrasta lo smantellamento di interi comparti produttivi.
Ma è necessario e possibile intervenire anche a livello locale, con scelte precise delle Amministrazioni pubbliche, e delle associazioni economiche e di categoria, delle organizzazioni sindacali e sociali del territorio.
“L’Altra Faenza” ha presentato nel proprio programma alcune idee per promuovere Politiche di sviluppo responsabile e per la buona occupazione che partono dalla necessità che le Amministrazioni locali abbiano una visione complessiva dei processi economici e produttivi del territorio (con un apposito servizio, con un tavolo di confronto territoriale), per sostenere il sistema produttivo, le lavoratrici e i lavoratori, i giovani (con un Centro aggregativo multifunzionale), i precari, le persone più in difficoltà, dando un indirizzo coerente allo sviluppo del territorio.
E’ il contrario di quello che ha fatto la vecchia Amministrazione. Essa ha dimostrato di non conoscere neppure i dati sulla disoccupazione e la precarietà, ha semplicemente assecondato le richieste di alcuni “poteri forti” locali lasciando che siano le logiche del mercato a decidere il futuro. E’ avvenuto per importanti vertenze (pensiamo all’Omsa), per autorizzazioni di progetti sbagliati (come le Perle, Enomondo, ecc.), per piani significativi, affrontati in modo minimale, come il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES).
Di tutto questo vogliamo discutere. Abbiamo invitato lavoratrici, lavoratori, giovani precari, sindacalisti, rappresentanti di associazioni di categoria a portare le loro testimonianze e i loro punti di vista, perché sono loro i nostri riferimenti per contribuire a costruire uno sviluppo equilibrato del territorio e un’occupazione dignitosa.