Colombarina, vogliamo vederci chiaro

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Colombarina, vogliamo vederci chiaro

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Colombarina, vogliamo vederci chiaro

L’iter procedurale per gli interventi edilizi e urbanistici previsti nell’area Colombarina (fra le vie San Silvestro e Piero della Francesca) ha subito una sorprendente accelerazione. L’accordo con la proprietà dell’area, la società cesenate Gea srl, è stato firmato il 25 novembre e il progetto, presentato il 15 dicembre, verrà discusso in Consiglio comunale nel corso della seduta in programma per il 21 dicembre e due giorni dopo in quella del Consiglio dell’Unione dei Comuni della Romagna Faentina. Tutto in meno di un mese.
Perché tanta fretta? Quali le informazioni e i chiarimenti forniti alla città? Quale confronto di merito si è svolto con il Quartiere Centro Nord e con i residenti già in allarme per il progetto Enomondo? Mentre il sindaco Malpezzi prometteva, riferendosi al Rue, “consumo zero di suolo agricolo, abolizione dell’indice di edificabilità e delle distanze comunali per favorire la densificazione urbana”, erano in corso trattative per costruire centinaia di abitazioni, di uffici e negozi. Cos’altro bolle in pentola?
L’intervento nella “Colombarina” prevede costruzioni ad uso abitativo, commerciale e direzionale su una superficie di 15 ettari, mentre a Faenza si stimano in almeno 2.500 gli appartamenti e i locali vuoti, invenduti e sfitti. C’è dunque bisogno di fabbricare del nuovo e per di più in una zona scarsamente appetibile? Non sarebbe più opportuno mettere mano a un piano di recupero dell’esistente (risanamento di vecchi edifici, messa a norma degli impianti, interventi per il risparmio energetico, ecc.)? A quanto pare l’Amministrazione persegue un’altra strategia, la cui inevitabile conseguenza è l’ulteriore svuotamento del centro urbano e la cementificazione di altre aree.
Nel presentare il progetto del quale si parla si è insistito, forse incautamente, sul “vantaggio” che ne verrebbe con la costruzione di un edificio destinato ad ospitare gli archivi dei Comuni della Romagna Faentina. Non v’è alcun dubbio sulla necessità e sull’urgenza di conservare in modo più razionale il patrimonio archivistico che documenta la storia delle nostre comunità, tuttavia non poteva essere destinato a tale uso uno dei tanti immobili inutilizzati?
“L’Altra Faenza” intende vederci chiaro.
Perché di chiarezza c’è un gran bisogno. Ecco come la questione figura nell’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale di lunedì 21 dicembre: Variante al PRG n. 69 scheda di PRG n. 174 ‘Area Colombarina’ che relativamente al sub-comparto B1 assume valore ed effetti di PUA in variante. Indirizzi per la controdeduzione delle osservazioni e per l’approvazione. Correlata adozione di variante al vigente piano di classificazione acustica. Segue un Delibera immediatamente esecutiva.
Tutto chiaro… o no?

Faenza, 18 dicembre 2015
L’Altra Faenza