Quale progetto per il MIC?

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Quale progetto per il MIC?

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Comunicato stampa

Quale progetto per il MIC?

Il MIC (Museo internazionale delle Ceramiche) torna ciclicamente ad animare il dibattito politico e culturale in città. Non può essere che così, vista la sua rilevanza per l’immagine complessiva di Faenza e per la cospicua posta di spesa nei bilanci del Comune.
Dopo dieci anni al vertice dell’istituzione, Pier Antonio Rivola sta per lasciare l’incarico. In Consiglio comunale ha portato le sue ragioni, ha ripercorso il significato della sua gestione e ha lamentato problemi non da poco dovuti a come il MIC è stato ristrutturato. Dai banchi della maggioranza è stato trattato con scarso rispetto (lo stile del renzismo fa scuola anche in periferia!).
Tocca ora al suo successore Eugenio Emiliani e al nuovo CdA presentare un progetto realistico e coraggioso, affermare se si intende avviare un nuovo corso oppure muoversi su una linea di continuità. Verrà rilanciata l’idea di fare del MIC un valore strategico per Faenza in chiave culturale, turistica ed economica? E se sì, su quali basi? E’ realistico proporsi di tagliare il contributo pubblico e puntare su finanziatori privati avendo presenti lo stato dell’economia e delle fondazioni bancarie? Sarà avviato un percorso per mettere in rete – o in sinergia come si usa dire – i diversi istituti culturali faentini (Pinacoteca, Biblioteca, Scuola di musica, palazzi storici e altro ancora)? E questi continueranno a disporre di risorse assolutamente inadeguate?
In tutto ciò il ruolo del sindaco è decisivo: sua è la discrezionalità nella nomina e quindi l’assunzione di responsabilità sia per la passata gestione e sia per i progetti che il MIC dovrà darsi.
E’ necessario pensare in grande, puntare sulle risorse autentiche della città, gestire istituzioni ed eventi con logiche manageriali e non ragionieristiche. Di occasioni Faenza ne ha già perse fin troppe, basti ricordare ciò che avrebbe potuto rappresentare Enologica per i produttori vitivinicoli e per l’economia del territorio.

Faenza, 12 febbraio 2016
L’Altra Faenza